Blue Whale. Il suicide game arriva sugli smartphone e sui social

Blue Whale, il gioco del suicidio, nato in Russia sta arrivando anche in Italia, un gioco che porta alla morte del giocatore dopo aver svolto alcun missioni.
Vi spiego di cosa si tratta e come evitarlo.


Blue Whale, nato diversi anni fa in Russia, ora sbarca in Italia.

Esso risulta un gioco dove i giocatori non sono veterani di guerra come in Metal Gear Solid o delinquenti come in GTA, ma sono persone reali, spesso minorenni, che hanno paura di non finire tutte le missioni, credendo che tutto quello che fanno durante il gioco non sia reale o non abbia conseguenze devastanti.
Il giocatore dovrà svolgere 50 missioni, ognuna nell'arco di 24 ore. Sebbene non ci sia un controllo dagli amministratori, tutto dovrà essere rispettato dai giocatori.
Come può un ragazzo, o una ragazza, che era "normale" fino al momento in cui era a cena, svegliarsi alle 4 di mattina invece che andare a scuola, o addirittura tagliarsi?
Il gioco segue delle regole ben precise e un piano logico, sembrerebbe studiato per quelle persone che amano auto infliggersi del dolore fisico, e non è open world come Super Mario dove puoi svolgere missioni secondarie. Quindi ogni missione dovrà essere eseguita perfettamente, altrimenti non viene considerata conclusa al 100%.
La domanda apparirebbe spontanea per chi vuole conoscere il meccanismo del gioco. Chi decide se una missione è completata al 100%?
Risposta: I curatori, o amministratori del gioco.
Ogni singola azione o missione inviata allo smartphone del giocatore, dovrà essere filmata o fotografata come prova da dei testimoni, spesso amici del giocatore, e successivamente inviata al curatore.
Se l'esito fosse positivo, verrà inviata la prova successiva, e cosi via fino all'ultima.


Le missioni consistono nel punirsi per qualcosa che, inconsciamente, abbiamo fatto, ma in realtà non è cosi. L'ultima prova, la cinquanta, consiste nel buttarsi dal tetto di un palazzo alto. La prova al curatore dall'avvenuta missione sarà inviata dal testimone che manda la foto o il video comunica la fine del gioco.
Sembra sia uno scherzo, invece non è cosi.
Questo fenomeno ha origini in Russia, e si sta allargando in altri paesi.
Il Blue Whale tra le regole ha anche quella di non far sapere a nessuno a cosa stiamo partecipando, altrimenti ogni sforzo fatto per arrivare in fondo sarà tutto cancellato, in modo da prevenire un errato svolgimento delle missioni, sopratutto l'ultima.

In Russia la cosa ha mosso diverse lamentele visto che molti giovani che hanno seguito le istruzioni hanno finito il gioco. Ed ora ci sono stati avvistamenti anche in Italia.
Il Blue Whale non ha niente che lo distingue dai classici giochi, dove il personaggio deve avanzare per portare a termine il gioco, solo che qua si parla di vita reale, e non bisogna averne paura.
Questo gioco è nato da Phillip Budeikin, 22 anni, studente di psicologia, pubblicando l'idea su un gruppo del social network russo Vk. E' già stato arrestato affermando queste parole:
“Ci sono le persone e gli scarti biologici. Io selezionavo gli scarti biologici, quelli più facilmente manipolabili, che avrebbero fatto solo danni a loro stessi e alla società. Li ho spinti al suicidio per purificare la nostra società” ha detto. “Ho fatto morire quelle adolescenti, ma erano felici di farlo. Per la prima volta avevo dato loro tutto quello che non avevano avuto nelle loro vite: calore, comprensione, importanza“
Phillip Budeikin sostiene la teoria dove dei ragazzi in età adolescenziale avrebbero bisogno di una guida e senza di esso diventeranno ancora più manipolabili, arrivando cosi a far del male a se stesso. In età dai 9 ai 16 anni si inizia a capire qualcosa del mondo, si ha più autocontrollo di se quindi è facile cascarci ed uscirne è molto duro
Infatti Blue Whale non è una minaccia e neanche un gioco malvagio, Blue Whale è follia, è adrenalina, è un gioco perverso da persone malate rivolto ad altre persone malate che colpisce solo ragazzi adolescenti, ma non è a rischio pandemia, o psicosi.

Si è parlato tanto del fenomeno, arrivando a dire che è una bufala, la polizia postale si è attivata, dando attenzione ai rischi che il web può rivolgere agli adolescenti, è sempre meglio una prevenzione su un qualcosa di verosimile che un allarme mai lanciato.
Ma cosa spinge i ragazzi a partecipare?



A questa domanda il sito della Polizia postale cerca di darne la risposta dando anche consigli per genitori:
  • Crea un dialogo con il ragazzo, specie sui pericoli della rete.
  • Presta attenzione al suo rendimento scolastico, sonno e socializzazione.
  • Se avete il sospetto che vostro figlio o vostra figlia visiti siti web dedicati all'argomento, parlategliene senza giudicare. Sarà scelta sua decidere di farla o no.
  • Se venite a conoscenza che un suo amico sta partecipando al gioco, comunicalo ai suoi o, se sconosciuti, alla scuola.
E ragazzi:

  • Segnala chi ti indurrebbe a compiere tali gesti.
  • Ricorda che anche se partecipi, non sei tenuto a continuare.
  • Se conosci un coetaneo che sostiene di essere una balena blu, parlane con un adulto. Il tuo aiuto potrebbe aiutarlo ad uscirne.
  • Se qualcuno ti ha detto di essere un curatore, dillo alla persona di cui ti fidi e segnalalo in modo che non possa più recare del male ad altri.
  • Se sei stato messo in gruppi di Facebook, WhatsApp o altri social, parlane con un adulto e segnalalo alla Polizia postale.


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