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2 dicembre 2017

Cina: il governo spia i propri cittadini?

Il Grande Fratello con la recente edizione "VIP" è tornato di moda, è pertanto scontato che si torni a parlare di telecamere, sorveglianza H24 e connessa tutela della privacy.
La notizia però stavolta non arriva dall'Italia, ma bensì da oriente, più precisamente dalla Cina.
 A parlare è Echo Huang, in un articolo pubblicato su Quartz. Il governo avrebbe nella propria disponibilità un immenso database contenente immagini e video di ogni tipo, il tutto collegato e rielaborato da una intelligenza artificiale tale da far impallidire anche i più arditi film polizieschi americani. Si parla del track delle auto, del riconoscimento facciale, della connessione di questi dati con le transazioni tramite carta di credito, persino mediante le carte fedeltà dei supermercati. L'obiettivo è semplice: scovare chi non si comporta secondo il regime, chi può rappresentare un pericolo per il governo cinese. 


La geolocalizzazione tramite l'aggancio delle celle telefoniche dei cellulari sembra pertanto roba preistorica. Si parla infatti di sistemi che tramite l'inserimento di due nominativi è in grado di elaborare e mettere in corrispondenza tutti i dati al fine, ad esempio, di verificare se tra due persone esiste una relazione, anche di tipo amoroso. Non caso nella provincia di Hiansgu è attivo un avveneristico ma inquietante sistema predittivo del crimine che utilizza tutti i dati al fine di prevenire i crimini, semplicemente elaborando mediante complessi algoritmi tutti gli spostamenti, le telefonate e gli acquisti. La differenza con il sistema nostrano -pur avanzato- è incredibile: di fondo non c'è bisogno di un operatore in carne ed ossa che ascolti ad esempio una telefonata. E' il sistema artificiale che ci dà un alert, una sorta di notifica in caso di comportamenti pericolosi da attenzionare. Tutto ciò è stato riportato in u rapporto pubblicato da Human Right Watcht, ONG internazionale che lo ha chiamato Police Cloud. 

«È spaventoso sapere che le autorità cinesi stanno raccogliendo e centralizzando sempre più informazioni su centinaia di milioni di cittadini identificando le persone che deviano da ciò che loro considerano la normalità» spiega Sophie Richardson, direttore di Human Right Watch per la Cina.
Ma la Cina pare non fermarsi, d'altronde vi ricorderete il blocco di servizi Google da parte del governo o delle spiate delle videoconferenze Skype!





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