Meta condannata a pagare altri 567 milioni per i minori
La seconda batosta giudiziaria per Meta in New Mexico
L'impero guidato da Mark Zuckerberg incassa un nuovo e durissimo colpo giudiziario negli Stati Uniti. Il giudice Bryan Biedscheid del tribunale di Santa Fe ha ufficialmente ordinato a Meta il pagamento di ben 567 milioni di dollari per il reato di disturbo alla quiete pubblica. Questa sentenza rappresenta l'epilogo della seconda fase di un complesso procedimento legale incentrato sulla mancata protezione dei minori che utilizzano quotidianamente i popolari social network Facebook, Instagram e la chat WhatsApp.
Con questa nuova sanzione pecuniaria, il conto totale che l'azienda di Menlo Park è costretta a pagare allo Stato americano sale a una cifra record di 942 milioni di dollari. Nonostante la gravità della condanna, i vertici di Meta hanno immediatamente annunciato la chiara intenzione di presentare un ricorso formale in appello per ribaltare il verdetto.
Dalla denuncia iniziale alla prima fase del processo
La vicenda legale ha radici profonde e prende le mosse nel dicembre 2025, quando lo Stato del New Mexico decise di trascinare in tribunale il colosso tech. L'accusa principale mossa dai pubblici ministeri puntava il dito contro l'incapacità dell'azienda di salvaguardare adeguatamente i giovanissimi e di aver ingannato i consumatori in merito ai reali standard di sicurezza delle piattaforme digitali.

Approfondimento: Le tappe della condanna
A quanto ammonta la sanzione totale?
Il risarcimento complessivo imposto a Meta dal tribunale di Santa Fe ha raggiunto la ragguardevole cifra di 942 milioni di dollari, suddivisi tra la prima sanzione da 375 milioni e la recente condanna aggiuntiva di 567 milioni di dollari.

Quali sono le piattaforme coinvolte nel procedimento?
Il procedimento giudiziario riguarda direttamente l'ecosistema social di Meta, ovvero Facebook, Instagram e l'applicazione di messaggistica istantanea WhatsApp, ritenute non sufficientemente protette per il pubblico dei minori.
Come verranno impiegati i fondi della sanzione?
I 567 milioni di dollari stabiliti nella seconda fase dovranno essere versati all'interno di un fondo speciale interamente dedicato alla prevenzione e al trattamento dei problemi di salute mentale che colpiscono i giovani.
La richiesta del Procuratore e le contromisure imposte
Nel corso delle udienze preliminari e dibattimentali della seconda fase, il Procuratore del New Mexico, Raúl Torrez, aveva avanzato una richiesta economica ancora più pesante, domandando un risarcimento di ben 3,7 miliardi di dollari. Il giudice ha tuttavia stabilito la cifra definitiva di 567 milioni, respinando con fermezza la linea difensiva di Meta, la quale sosteneva di non avere alcuna responsabilità civile o penale per i contenuti pubblicati autonomamente dagli utenti.
La sentenza non si limita unicamente a imporre sanzioni economiche, ma obbliga l'azienda a implementare drastiche misure correttive. Tra queste figurano l'introduzione di sistemi avanzati di verifica dell'età per bloccare l'accesso a Facebook e Instagram ai minori di 13 anni — con l'obbligo di cancellare gli account già esistenti — e l'applicazione di rigide restrizioni sui profili dei minorenni per impedire contatti indesiderati con gli adulti.
Le reazioni ufficiali: tra delusione e vittoria legale
Le repliche delle parti coinvolte non si sono fatte attendere. Il portavoce di Meta, Andy Stone, ha rilasciato una nota ufficiale in cui esprime il totale disaccordo con la decisione del tribunale, ribadendo l'impegno costante dell'azienda nel garantire un'esperienza sicura e trasparente online, pur ammettendone la complessità tecnica.

Di tutt'altro tenore le dichiarazioni del Procuratore Raúl Torrez, che ha definito il verdetto come un trionfo storico per la tutela delle famiglie e dei diritti dei bambini, sottolineando che nessun gigante tecnologico può trarre profitto calpestando la sicurezza delle nuove generazioni.
Scheda Pro / Contro della sentenza
✅ Vantaggi e punti di forza della decisione
Viene imposto un rigoroso controllo sull'età anagrafica degli utenti, si finanziano centri di supporto per la salute mentale giovanile e si stabilisce un precedente giuridico fondamentale contro i colossi dei social media.
⚠️ Criticità e opposizioni di Meta
L'azienda lamenta una eccessiva severità e una distorsione dei fatti, ribadendo che la moderazione dei contenuti generati da miliardi di utenti presenta oggettive difficoltà operative e tecniche difficili da arginare completamente.
Questo caso giudiziario rappresenta un chiaro punto di svolta nel rapporto tra i giganti della tecnologia e la regolamentazione statale, evidenziando come i governi locali stiano intensificando la pressione per pretendere maggiore trasparenza, tutele rafforzate e una gestione etica della privacy digitale.
Fonte: Punto Informatico