Nuova truffa INPS: attenzione al falso rimborso da 730 euro

La sicurezza digitale in ambito tecnologia e smartphone richiede un'attenzione costante, soprattutto quando i malintenzionati sfruttano enti istituzionali noti. I professionisti del CERT-AgID (Computer Emergency Response Team dell'Agenzia per l'Italia Digitale) monitorano continuamente queste minacce informatiche che colpiscono i cittadini italiani.

Come funziona il finto rimborso INPS

La truffa prende il via con l'invio massivo di un'email fraudolenta che riproduce fedelmente grafica, loghi e colori istituzionali dell'INPS. Il messaggio informa la vittima che, a seguito di un ricalcolo automatizzato della posizione contributiva e fiscale per il periodo di imposta 2025, è maturato un credito di 730,00 euro.

In sintesi: L'email truffaldina utilizza un numero di protocollo fittizio e una scadenza ravvicinata per indurre l'utente ad agire d'impulso senza verificare la veridicità della comunicazione.

I dettagli che smascherano il tentativo di phishing

Analizzando con attenzione i messaggi di phishing, emergono diversi elementi anomali che permettono di identificare immediatamente il pericolo prima di installare qualsiasi app dannosa o visitare link malevoli. Le comunicazioni ufficiali dell'istituto non utilizzano mai toni amichevoli generici come "Ciao cliente" e includono sempre i dati anagrafici reali del contribuente.

Nuova truffa INPS: attenzione al falso rimborso da 730 euro

La trappola del sito web fasullo

Cliccando sul pulsante presente nel messaggio, l'utente viene reindirizzato su un portale contraffatto che imita l'area riservata. A differenza del sito ufficiale dell'INPS, la pagina non richiede l'autenticazione tramite strumenti sicuri come SPID, CIE o CNS, ma spinge la vittima a compilare form con dati anagrafici e finanziari completi.

Nuova truffa INPS: attenzione al falso rimborso da 730 euro
Nuova truffa INPS: attenzione al falso rimborso da 730 euro
Quali dati personali vengono rubati dai cybercriminali?

Durante la procedura guidata sui siti di phishing legati a questa campagna, vengono richiesti nome, cognome, codice fiscale, indirizzo di residenza, comune, provincia, CAP, data di nascita, email, numero di telefono e i dati completi della carta di credito inclusi intestatario, numero, scadenza e codice CVV.

Perché viene chiesto di aprire l'app della banca?

L'ultimo passaggio della truffa prevede l'approvazione di una notifica push tramite l'app bancaria entro 60 secondi. Questa azione non serve a ricevere il rimborso, bensì ad autorizzare una transazione fraudolenta a favore dei criminali informatici.

Come proteggersi dalle nuove truffe informatiche

Per difendersi efficacemente da questa tipologia di attacchi mirati su smartphone e computer, è fondamentale adottare alcune semplici regole di comportamento digitale e mantenere alta la guardia durante la gestione di comunicazioni finanziarie inattese.

  • Non cliccare mai su link contenuti in email sospette o non verificate
  • Verificare sempre l'indirizzo email reale del mittente
  • Ricordare che l'INPS non eroga rimborsi tramite link diretti via email o SMS
  • Utilizzare strumenti di sicurezza aggiornati e proteggere la propria navigazione

Fonte: Punto Informatico