App preinstallate e privacy: quanti dati raccolgono?

Il controllo negato e il peso delle app di serie

Quando acquistate un nuovo smartphone, potreste non essere i soli a usarlo fin dal primo giorno. I produttori, gli operatori e i partner commerciali caricano a bordo una serie di app prima ancora che il dispositivo venga acceso, avviando una raccolta di informazioni personali del tutto silenziosa. Una nuova analisi condotta da Surfshark mette a nudo le differenze tra i principali ecosistemi della tecnologia mobile.

Il panorama evidenzia divari notevoli tra i diversi marchi. Samsung parte con ben 88 app preinstallate, consentendo di eliminarne in sicurezza solo il 57%. Ancora più restrittiva è la situazione per Google e i suoi Google Pixel, che caricano 71 app di cui appena il 38% risulta rimovibile senza conseguenze. Sponda Apple, invece, l'iPhone arriva con 50 app integrate, ma la normativa europea permette di disinstallarne fino al 98%.

In sintesi: La libertà di rimozione varia drasticamente: Google Pixel permette di eliminare solo il 38% del bloatware, mentre Samsung si ferma al 57%.

Quali dati raccolgono le app preinstallate sui principali brand

Il vero nodo critico riguarda la tipologia e la quantità di dati personali raccolti dai software nativi. Tra le 88 app presenti sui dispositivi Samsung, ben 35 sono reperibili sul Google Play Store e raccolgono in media 13 tipi di dati ciascuna, inclusi la posizione precisa e l'indirizzo fisico.

App preinstallate e privacy: quanti dati raccolgono?

Casi limite riguardano Facebook e Instagram, che arrivano a raccogliere il 97% dei 38 parametri monitorati dallo store di Google. Su Google Pixel, i software più attivi sono Google Gemini e l'applicazione Google, mentre Xiaomi registra la media più alta di dati raccolti per singola app (16 tipi) tra i dispositivi Android analizzati.

App preinstallate e privacy: quanti dati raccolgono?
App preinstallate e privacy: quanti dati raccolgono?

Confronto app e gestione dati per brand

BrandApp preinstallatePercentuale rimovibileMedia dati raccolti
Apple (iPhone)5098% (UE)8 tipi
Samsung8857%13 tipi
Google Pixel7138%29 tipi (Gemini/Google)
Xiaomi6157%16 tipi

L'impatto sulla privacy e le contromisure

Le preoccupazioni sollevate dagli esperti di sicurezza mettono in luce dinamiche delicate per la riservatezza degli utenti. Per approfondire come cambiano le politiche di gestione e assistenza sui dispositivi mobili, si può fare riferimento alle novità su Assistenza Proattiva in arrivo su Google Pixel 10 con Android 17 e alle specifiche tecniche viste nei nuovi modelli come Clicks Communicator: RAM a 12GB e Android 17.

Tomas Stamulis, Chief Security Officer di Surfshark, sottolinea che i social media e i chatbot integrati nei sistemi operativi mantengono canali di tracciamento attivi anche senza alcuna interazione diretta. Il consiglio per difendere la propria privacy resta quello di monitorare regolarmente i permessi concessi, disattivando o disinstallando ogni software superfluo presente nel sistema operativo.

Come proteggersi dal tracciamento delle app preinstallate?

È possibile limitare la raccolta dati accedendo alle impostazioni del proprio smartphone, verificando i permessi di localizzazione e notifiche, e disabilitando o disinstallando tutte le applicazioni non necessarie fornite dai produttori.

Perché le app mai aperte raccolgono comunque dati?

Molti software di sistema o di terze parti precaricati eseguono servizi in background che comunicano costantemente con i server di riferimento, monitorando parametri tecnici e posizioni geografiche in autonomia.

Fonte: smartworld.it