Poste Italiane e TIM: Del Fante commenta l'OPAS e l'integrazione

Il traguardo storico dell'OPAS di Poste Italiane su TIM

L'operazione straordinaria che unisce Poste Italiane e TIM rappresenta una svolta epocale per il panorama economico e tecnologico italiano. Nel corso del TG Poste andato in onda il 14 Settembre 2026, l'Amministratore Delegato Matteo Del Fante e il Direttore Generale Giuseppe Lasco hanno analizzato i risultati provvisori dell'OPAS (Offerta Pubblica di Acquisto e Scambio) comunicati ufficialmente l'11 Settembre 2026, confermando la riuscita di una manovra avviata ufficialmente il 22 Marzo 2026 con l'obiettivo di acquisire l'intero capitale sociale di TIM e procedere al delisting da Euronext Milan.

La fase di adesione, durata 40 giorni di Borsa aperta e conclusasi alle ore 17:30 dell'11 Settembre 2026, ha fatto registrare l'adesione di 993.608.722 azioni TIM, pari al 46,523% del capitale sociale. A questo dato si somma il pacchetto azionario già precedentemente in possesso di Poste Italiane, pari al 20,104%. Sommando le quote, il gruppo guidato da Matteo Del Fante arriverà a detenere una quota complessiva del 66,627%, superando ampiamente le soglie di controllo strategico e superando anche il rilancio effettuato lo scorso 7 Settembre 2026, quando Poste Italiane aveva aggiunto un corrispettivo in denaro di 0,30 euro per azione rinunciando alla soglia minima del 66,67% inizialmente prevista.

La reazione dei mercati finanziari e il fattore FOMO

Il successo dell'offerta è stato guidato da una forte presa di coscienza da parte degli investitori istituzionali e retail, che hanno visto nell'operazione un'occasione imperdibile per valorizzare le proprie quote. Come evidenziato dall'AD Matteo Del Fante durante la sua intervista, i mercati hanno agito spinti anche dalla dinamica della F.O.M.O. (Fear Of Missing Out), ovvero la paura di rimanere esclusi da un progetto industriale di tale portata. Gli azionisti di TIM hanno compreso che mantenere titoli in un'azienda priva di dividendi e con prospettive isolate non era competitivo rispetto all'adesione a un piano industriale strutturato insieme a Poste Italiane.

In sintesi: La spinta della F.O.M.O. e la fine della distribuzione dei dividendi storici di TIM hanno convinto il mercato ad aderire in massa, garantendo a Poste Italiane una solida base per la governance futura.

Il management ha inoltre confermato che la finestra per le adesioni residue resterà aperta tra il 21 e il 25 Settembre 2026, periodo in cui si prevede un ulteriore incremento delle percentuali di adesione prima dell'avvio ufficiale delle pratiche di fusione e integrazione operativa tra i due giganti italiani.

Poste Italiane e TIM: Del Fante commenta l'OPAS e l'integrazione

Scheda Tecnica dell'Operazione e Risultati

Parametro FinanziarioDato Ufficiale
Azioni portate in adesione993.608.722 azioni (46,523%)
Quota precedente Poste Italiane20,104%
Capitale sociale complessivo previsto66,627%
Corrispettivo aggiuntivo in denaro0,30€ per azione (introdotto il 7 Settembre 2026)

L'impatto sul mercato delle telecomunicazioni e la nuova Business Unit

L'integrazione tra Poste Italiane e TIM non si limita a una semplice operazione finanziaria di borsa, ma ridefinisce i confini del mercato delle telecomunicazioni in Italia. La strategia delineata prevede la fusione delle attività telco del gruppo postale, inclusi i servizi dell'operatore virtuale PosteMobile, con la divisione TIM Consumer. L'obiettivo primario dichiarato è la creazione del primo operatore di telefonia mobile e fissa nel territorio nazionale, capace di competere direttamente con i principali player internazionali del settore.

All'interno della nuova struttura organizzativa, TIM è destinata a trasformarsi nella divisione strategica denominata Business Unit Connectivity & Technology di Poste Italiane. Tale unità accentrerà tutte le attività relative alla connettività avanzata e all'innovazione digitale, accogliendo eventualmente anche le divisioni energia e telco nate dalla recente riorganizzazione interna tra PostePay e BancoPosta.

Il punto di vista istituzionale: il commento di Giuseppe Lasco

Il Direttore Generale di Poste Italiane, Giuseppe Lasco, ha rimarcato la valenza storica e sociale dell'intera operazione, definendola un traguardo che fino a pochi anni fa risultava economicamente inimmaginabile. Secondo Giuseppe Lasco, l'espansione del perimetro aziendale permetterà di generare valore aggiunto per i territori, offrendo stabilità lavorativa e un futuro solido a tutti i dipendenti del gruppo TIM.

Inoltre, l'infrastruttura combinata tra Poste Italiane e TIM fungerà da volano fondamentale per lo sviluppo e l'adozione dell'Intelligenza Artificiale nel tessuto produttivo italiano. Nonostante l'automazione possa incidere sull'ottimizzazione delle risorse interne, i vertici aziendali hanno garantito il mantenimento di rigorose politiche attive a tutela dei posti di lavoro, puntando su un'infrastruttura tecnologica d'avanguardia per reggere la competizione globale.

Quali sono le tempistiche per la conclusione dell'OPAS di Poste Italiane?

Il periodo principale di adesione si è concluso l'11 Settembre 2026 alle ore 17:30. Una seconda finestra utile per le adesioni residue è fissata dal 21 al 25 Settembre 2026.

Cosa diventerà TIM all'interno del gruppo Poste Italiane?

TIM è destinata a diventare la nuova Business Unit Connectivity & Technology di Poste Italiane, accentrando tutte le competenze relative a connettività, innovazione tecnologica e servizi digitali.

Quale sarà la quota di controllo finale detenuta da Poste Italiane?

Sulla base dei risultati provvisori confermati, Poste Italiane arriverà a controllare il 66,627% del capitale sociale di TIM.

Fonte: mondomobileweb.it