Provato NVIDIA DLSS 5 su NBA 2K27: Grafica e Prestazioni

Abbiamo già parlato di DLSS 5 negli ultimi mesi, ma finora ci eravamo soffermati esclusivamente a spiegare come funziona sulla carta e perché NVIDIA lo considera il passaggio successivo e definitivo del rendering neurale all'interno dell'industria videoludica moderna. Adesso, però, lo abbiamo finalmente provato davvero sul campo di NBA 2K27, ammirando il suo comportamento in tempo reale durante le partite e analizzando ogni singolo fotogramma. In questo articolo approfondito vediamo quindi tutti gli aspetti tecnici e pratici della nuova tecnologia di NVIDIA, per capire meglio cosa cambia concretamente con il DLSS 5 acceso, quanto si nota realmente mentre si gioca e se il guadagno visivo giustifica quello che perdiamo in termini di frame rate grezzo.

DLSS 5 su NBA 2K27: ecco cosa cambia davvero in tempo reale

Per capire cosa faccia effettivamente il DLSS 5, il modo migliore non è affidarsi ai confronti preparati a tavolino o ai trailer promozionali, ma passare continuamente e senza interruzioni da una modalità all'altra sulla stessa identica scena di gioco. In NBA 2K27, che rappresenta storicamente il primo titolo in assoluto a supportare questa rivoluzionaria tecnologia, possiamo farlo con la semplice pressione di un tasto, nello specifico il tasto F9, attivando e disattivando il Neural Rendering in tempo reale sia durante l'azione di gioco sia all'interno dei replay cinematografici.

Le differenze estetiche si notano sia durante le normali sessioni di gameplay frenetico sia, in modo ancora più marcato ed evidente, tramite il sistema di Instant Replay integrato nel titolo di Visual Concepts. Questa funzione si rivela particolarmente preziosa e utile perché permette di fermare completamente l'azione in corso, cambiare inquadratura con totale libertà, modificare lo zoom e osservare con estrema calma tutti i più piccoli dettagli poligonali e di illuminazione.

La prima cosa che abbiamo notato durante i nostri test approfonditi è che il risultato finale dipende in misura considerevole da come guardiamo la scena. Durante le normali sessioni di gameplay, caratterizzate da visuali relativamente larghe e da giocatori piuttosto piccoli sullo schermo del nostro monitor o della nostra TV, le differenze qualitative ci sono senza dubbio ma risultano molto meno vistose e immediate rispetto ai replay ravvicinati e ai primi piani dettagliati.

Provato NVIDIA DLSS 5 su NBA 2K27: Grafica e Prestazioni

Scheda Tecnica della Prova DLSS 5

Componente / Parametro Specifiche di Test
GPU utilizzata NVIDIA GeForce RTX 5070 Ti
Risoluzione 2560 x 1440 pixel (1440p)
Preset grafico Ultra con Ray Tracing attivo
Motore di Gioco Custom Visual Concepts Engine

Il fotorealismo nei primi piani e il lavoro del Neural Rendering

NBA 2K27 è un videogioco che punta storicamente e massicciamente sul fotorealismo, soprattutto per quanto riguarda la riproduzione dei volti, delle espressioni facciali e delle caratteristiche fisiche uniche dei campioni della pallacanestro mondiale. Di conseguenza, i veri cambiamenti grafici introdotti dal DLSS 5 si apprezzano in modo esponenziale quanto più ci si avvicina all'azione e al campo da gioco. Ed è un punto fondamentale da sottolineare, perché gran parte delle immagini promozionali e dei materiali dimostrativi rilasciati da NVIDIA insiste proprio sui replay e sui primi piani cinematografici, cioè negli scenari in cui è possibile notare nitidamente i micro-dettagli, gli effetti complessi delle ombre dinamiche, la nitidezza delle texture e tutti i particolari più nascosti.

Provato NVIDIA DLSS 5 su NBA 2K27: Grafica e Prestazioni

Durante una partita vera e propria, invece, il nostro occhio umano è costantemente impegnato a seguire i movimenti dei giocatori, la traiettoria del pallone e lo sviluppo dell'azione tattica, motivo per cui certe differenze microscopiche diventano inevitabilmente meno percepibili sul momento. La tecnologia di NVIDIA, del resto, non opera miracoli strutturali: non cambia la geometria poligonale di base dei giocatori e non ricostruisce liberamente elementi inventati dalla scena.

Il DLSS 5 lavora direttamente sul frame già renderizzato dal motore grafico del gioco, utilizzando sapientemente i colori, i vettori di movimento avanzati e una miriade di altre informazioni contestuali della scena per intervenire in modo mirato e chirurgico soprattutto sulla gestione dell'illuminazione globale e dei materiali fisici. Questo significa che un confronto visivo accurato va fatto cercando dettagli estremamente specifici: la pelle, i capelli, i tessuti delle divise, le ombre di contatto, i riflessi speculari e la natura dei materiali. È proprio in questi ambiti che il Neural Rendering ha effettivamente margine per cambiare drasticamente il risultato finale dell'immagine restituita a schermo, mentre altri elementi di sfondo rimangono pressoché identici.

Il salto c'è, ma bisogna sapere esattamente dove guardare

La primissima impressione visiva che si ricava è chiarissima: con il DLSS 5 attivo l'immagine migliora quasi sempre in termini di pulizia e coerenza visiva, ma durante il gameplay normale il salto generazionale resta piuttosto leggero se non abbiamo davanti un confronto diretto in split-screen. Anche nelle inquadrature a campo largo la differenza si percepisce, ma semplicemente non è quel genere di cambiamento radicale che ci fa gridare al miracolo o pensare di stare osservando un titolo completamente differente.

Come accennavamo in precedenza, le cose cambiano in modo drastico quando entrano in scena i replay televisivi e i primi piani stretti. È in quel preciso momento che diventano evidenti tutti i micro-dettagli che contribuiscono a conferire ai giocatori un aspetto visivo decisamente meno artificiale e più organico. Lo abbiamo notato in modo lampante su volti celebri come quelli di Dennis Rodman, Stephen Curry, Cecilia Zandalasini, Michael Jordan e Larry Bird, i cui modelli poligonali traggono un beneficio incredibile da questa tecnologia.

Concentrandoci in particolare su elementi come le ombre scure proiettate sotto le magliette, il materiale ruvido del pallone ufficiale, la trama complessa dei tessuti sintetici, i pori della pelle, le goccioline di sudore rifrattive e i complessi riflessi all'interno degli occhi, il DLSS 5 riesce a rendere ogni elemento visibilmente più credibile. In moltissimi casi il risultato finale ci è sembrato nettamente più realistico, dal momento che la luce ambientale e i materiali reagiscono in maniera coerente e naturale alle fonti di luce del palazzetto.

Un esempio particolarmente efficace ed emblematico riguarda senza dubbio le mani dei giocatori. La pelle delle mani, il sudore che imperla le dita, i piccoli riflessi speculari e le variazioni microscopiche della superficie cutanea acquistano una profondità tridimensionale mai vista prima. La stessa identica evoluzione positiva si verifica sugli occhi, che con il DLSS 5 attivo risultano spesso molto meno piatti, vitrei o artificiali e decisamente più vivi e convincenti. Su capelli e barba, invece, manteniamo un approccio un po' più cauto: il miglioramento visivo c'è e si nota, ma dipende strettamente dal singolo modello poligonale del giocatore e non ci è sembrato costante e uniforme come quello osservato su pelle, tessuti e ombre di contatto.

Analisi dei Dettagli Visivi con DLSS 5

Elemento di Gioco Impatto del Neural Rendering
Volti e Pelle Eccellente: pori, sudore e micro-riflessi estremamente realistici.
Tessuti e Maglie Molto Alto: trame dei tessuti e ombre sotto le divise ben definite.
Capelli e Barba Variabile: dipende fortemente dal singolo modello del giocatore.
Pubblico sugli spalti Buono: maggiore profondità e tridimensionalità generale delle comparse.

Il pubblico e l'atmosfera dell'arena

Il cambiamento introdotto dal Neural Rendering non riguarda soltanto i campioni in campo, ma si estende in modo sorprendente anche all'ambiente circostante e in particolar modo al pubblico assiepato sugli spalti. Gli spettatori virtuali beneficiano enormemente della tecnologia, dal momento che le nuove ombre dinamiche generate dall'intelligenza artificiale donano una maggiore profondità ai volti, ai copricapi e ai movimenti collettivi della folla, rendendo l'intero palazzetto molto più vivo, dinamico e decisamente meno simile a una statica collezione di comparse bidimensionali piazzate passivamente dietro al campo da basket.

Provato NVIDIA DLSS 5 su NBA 2K27: Grafica e Prestazioni

Il rovescio della medaglia: l'impatto pesante sulle prestazioni hardware

Tutta questa incredibile mole di calcolo neurale e di elaborazione grafica avanzata ha però un costo hardware decisamente elevato. L'attivazione del DLSS 5 comporta infatti un calo drastico e immediato del frame rate, passando dai fluidissimi 160-170 fps medi registrati in configurazione standard ai circa 80-100 fps ottenuti sulla nostra configurazione di prova equipaggiata con la scheda video GeForce RTX 5070 Ti.

Questa flessione percentuale che si attesta intorno al 45% rappresenta un compromesso piuttosto pesante e complesso da digerire, soprattutto per i possessori di monitor da gaming di fascia alta dotati di refresh rate elevati (144Hz, 240Hz o superiori). Sebbene l'esperienza di gioco complessiva rimanga comunque fluida a circa 90 fps, i giocatori più esigenti e competitivi potrebbero comprensibilmente storcere il naso di fronte a una simile perdita di prestazioni pure. Per mitigare questo fastidioso collo di bottiglia, l'utilizzo combinato delle tecnologie complementari di NVIDIA, come la Super Resolution e la Frame Generation, diventa quasi un obbligo imprescindibile per chi desidera godersi la massima fedeltà visiva senza sacrificare eccessivamente la reattività dei comandi nelle sessioni più concitate della partita.

✅ I Pro del DLSS 5 su NBA 2K27

Realismo straordinario su volti, pelle e primi piani cinematografici grazie al Neural Rendering avanzato; ombre di contatto, trame dei tessuti e riflessi oculari notevolmente più naturali e immersivi.

⚠️ I Contro del DLSS 5 su NBA 2K27

Calo prestazionale pesante del 45% (da circa 160 fps a 90 fps medi sulla GeForce RTX 5070 Ti); pubblico talvolta troppo scuro o cupo in alcune specifiche inquadrature a campo largo.

Considerazioni finali e prospettive future per la tecnologia

Il DLSS 5 si dimostra complessivamente una tecnologia solida, ambiziosa e incredibilmente promettente nel panorama videoludico moderno, pur richiedendo ancora una notevole dose di lavoro di ottimizzazione software da parte di NVIDIA e degli sviluppatori per riuscire a ridurre il peso computazionale sull'hardware. Per una panoramica completa sulle ultime novità tecnologiche in ambito gaming e intelligenza artificiale, vi invitiamo a consultare anche il nostro articolo sull'aggiornamento Gemini Live Android App e le anteprime relative ad Android 18.

In sintesi: Il DLSS 5 ridefinisce radicalmente i confini del realismo grafico nei videogiochi sportivi come NBA 2K27, ma impone un dazio prestazionale notevole che richiede GPU di fascia alta come la RTX 5070 Ti per essere gestito senza compromessi eccessivi sulla fluidità complessiva.
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Fonte: smartworld.it