Qual è la differenza tra Modem e Router?

Da quando internet è entrato a far parte della nostra vita, sentiamo parlare sempre più spesso di modem, di router e, negli ultimi anni, di connessione wireless.
In principio c’erano i modem (termine derivante dalla contrazione dei termini, modulatore-demodulatore) analogici, ossia a connessione non digitale. Ormai questa è preistoria digitale. Oggigiorno il termine “modem”, si associa quasi sempre a quello di “router”; trattasi di due dispositivi differenti e che potrebbero essere confusi in un unico apparecchio. 








Vediamo in dettaglio qual è la differenza tra Router e Modem.

Cosa fa il Modem? A cosa serve?
Il MODEM, come anzidetto è costituito da un dispositivo di modulazione e demodulazione, ossia la parte dialogante con la nostra linea telefonica, quindi è una parte essenziale per effettuare la nostra connessione ad Internet. In parole povere, quando si usavano ancora i modem analogici, questa operazione di dialogo era scandita da quel tipico rumore gracchiante, simile a quello del fax. Oggi, questa operazione è svolta in maniera molto silenziosa ed impercettibile.



Il ROUTER, invece, è un dispositivo digitale che serve allo smistamento, alla condivisione di più connessioni ad internet, contemporaneamente. Vale a dire che, se prima i modem analogici od Usb, potevano gestire una sola connessione per volta, il Router ne può gestire più di una. E’ palese che, più connessioni contemporanee si effettuano e maggiore sarà la lentezza di connessione alla rete globale. Da tutto ciò ne deriva che, il Router è indispensabile sia per l’utilizzo domestico sia per quello lavorativo.
Un’ulteriore migliorìa del Router è l’aggiunta della possibilità di connessione senza fili, ossia WiFi. Questo ci libera da cablaggi chilometrici sottotraccia o volanti, poco belli da vedere. E’ pur vero che, la connessione tramite cavi Ethernet, anche se caotica ed antiestetica, è più stabile e più sicura. La Tecnologia non fa sconti alla retroingegneria, quindi difficilmente (tranne che nei grandi uffici e luoghi di lavoro), l’utente medio domestico utilizzerà il vetusto sistema di cavi Ethernet.

Il rovescio della medaglia del sistema WiFi o Wireless che dir si voglia è il necessario utilizzo di sistemi di sicurezza (crittografia) per impedire ad estranei, nel raggio d’azione della trasmissione Wireless, di collegarsi gratis a nostre spese. Non fosse altro che, al di là della gratuità che si potrebbe offrire ad estranei, bisognerebbe cautelarsi da eventuali atti illeciti che questi potrebbero compiere con la nostra connessione. In questo caso, come è ovvio, le colpe ricadrebbero esclusivamente sul titolare della linea ADSL. L’innovazione tecnologica è sempre di estrema utilità ma non bisogna abusarne. Alcuni Modem-Router WiFi dispongono di apposito tastino per disattivare momentaneamente la tecnologia senza fili. C’è da dire infatti, che trattasi pur sempre di campi magnetici che potrebbero essere anche deleteri per la nostra salute. Studi fatti su tale ambito, mostrano che tale tecnologia potrebbe interferire con alcune attività cerebrali dell’essere umano. Quindi, sempre moderazione nell’innovazione. Tutto serve, ma nei limiti.


Tabella riassuntiva dei diversi sistemi di cifratura della connessione wireless.


TIPO TECNOLOGIA
DESCRIZIONE
FUNZIONAMENTO
CONSIGLIATA?
WEP
E’ stato il primo standard di sicurezza 802.11. Poca sicurezza a causa del suo vettore a 24 bits. Sicurezza molto limitata.
Utilizza cifratura con chiavi a 64/128 bits. Una password statica è richiesta su ciascun dispositivo.
NO
WPA
E’ uno standard di tipo temporaneo, nato per sopperire alla carenza del precedente. Compatibile con vecchi dispositivi. Esiste una versione Personal ed una Enterprise.
Utilizza chiavi di cifratura fino a 256 bits. In modalità Enterprise, l’autenticazione è più potente grazie all’utilizzo di 802.1x e EAP.
Solo in assenza di WPA2
WPA2
Attuale standard. Grazie al nuovo hardware si sfrutta una migliore cifratura senza comprometterne il rendimento. Include la modalità Personal ed Enterprise.
Si sostituiscono i vecchi algoritmi di cifratura, arrivando ad ottenere autenticazioni e cifrature molto più robuste.
SI








Share on Google Plus

About Mauro COLLI

Posta un commento
Loading...