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4 marzo 2017

Fare soldi con le bufale... ecco quanto guadagnano i siti di bufale

Internet è un mezzo grazie al quale, attraverso i suoi molteplici canali (Social Network, siti web, giornali online) l'utente accede a un infinità di informazioni in modo gratuito e aggiornato. Purtroppo la rete pullula anche di molte notizie false, cosiddette bufale, che sono dannose non solo perché riportano fatti mendaci non corrispondenti al vero, ma perché riescono addirittura a condizionare le preferenze e le opinioni del lettore inducendolo a prendere decisioni sbagliate.
 Ne sono una dimostrazione le recenti elezioni presidenziali americane, su cui aleggia il sospetto di essere state influenzate dalla circolazione delle "fake news", veicolate soprattutto tramite social network, portando alla vittoria (inaspettata) di Donald Trump piuttosto che Hillary Clinton.
Dunque i motivi che spingono i "fabbricatori di bufale" ad alimentare il fenomeno vanno aldilà della soddisfazione personale che si può provare nel vedere il proprio "elaborato" rimbalzare e propagandarsi alla velocità della luce, da un social all'altro. Sotto c'è molto di più, non ultimo i cospicui interessi economici derivanti da tali attività. In questo articolo vedremo quanto raccoglie (economicamente) chi semina il falso e come immunizzarci dalle notizie false.

Del resto le parole della Presidentessa della Camera Laura Boldrini, la quale definisce le bufale come menzogne pensate per far male, ci inducono a riflettere sul perché si creano notizie false. C'è da dire che non sempre l'obiettivo finale è quello legato alla monetizzazione dei siti di bufale attraverso la pubblicità, ma il fenomeno è mosso anche da interessi politici, sociali ecc. Boldrini ad esempio, è continuamente sotto il tiro di questi siti, e la sua credibilità politica, agli occhi dell'opinione politica, cala giorno dopo giorno.

 Quanto si guadagna con le Bufale?


I siti di notizie false riescono a monetizzare grazie alla pubblicità ospitata sui loro sito. Ogni volta che l'utente accede al sito, essi incassano una cifra variabile. Alcune inserzioni pubblicitarie pagano semplicemente per essere visualizzate dai lettori, indipendentemente se l'utente clicca sul banner, da questa modalità (Pay for impression) il guadagno medio è di 1.20 euro ogni 1000 pagine visualizzate. 
Altre inserzionisti pubblicitari pagano (in media) 10 centesimi ogni volta che l'utente clicca sul banner, e vi assicuro che succede molto più spesso di quello che si pensi, statisticamente il 4% delle volte l'utente si lascia tentare dai banner pubblicitari.
I siti di bufale riescono a totalizzare, grazie alla viralità dei post sui Social, milioni di visualizzazioni e migliaia di click al giorno, i guadagni quindi non sono affatto trascurabili.
Un inchiesta del sito BuzzFeed ha rivelato che in occasione della campagna presidenziale americana, una dozzina di siti (vicino al Presidente Trump) attivi nella creazione di bufale a tema politico, hanno generato oltre 5000 dollari al mese di guadagno che finivano nelle tasche (il più delle volte) di adolescenti. 
Addirittura Paul Horner, uno dei creatori di bufale più famoso al mondo, ha ammesso di guadagnare 10000 dollari al mese dalla sua attività; inoltre nei giorni in cui riesce a fabbricare una notizia che spopola molto in rete, raggiunge picchi di 7000 dollari al giorno.

Come difendersi?
Dispensiamo ora tre preziosi consigli per difendersi dalle notizie false:
1. Controllate il nome del sito, prestate sempre attenzioni alle possibili assonanze (es. il Corriere della Sera potrebbe confondersi con "il Corriere della Notte", il Giornale.it con il Giomale.it, il fattoquotidiano con il fattoquotidaino ecc.
2.Non date mai per scontato la veridicità della notizia: cercate di essere sempre molto critici, se la notizia vi sembra assurda e paradossale cercate un riscontro su "Google News" nel quale sono inseriti solo siti autorevoli e affidabili.
3. Esistono molti siti che nascono proprio per smascherare le bufale, tra i più conosciuti abbiamo attivissimo.netbufale.net/



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